Calabria, fine Ottocento. Tra le montagne selvagge dell'Aspromonte, dove la giustizia dello Stato non arriva e quella degli uomini si fa con il coltello, un giovane taglialegna viene condannato per un crimine che giura di non aver commesso. La sua fuga dal carcere segnerà l'inizio di una delle più incredibili storie di vendetta della storia italiana: tre anni di latitanza tra omicidi e atti di giustizia popolare trasformeranno un semplice boscaiolo nel brigante più famoso e temuto del Regno d'Italia.