Ospiti speciali: Matteo Saltarello, Giancarlo Goroni
Ospiti speciali: Giovanni Cannata, Michele Macrì
Ospiti speciali: Stefano Mancuso, Jared Diamond, Michael Gilding, Raoul Mulder, Brooke Scelza, Martie Haselton, Jonathan Sheena, Rob Brooks, Kermyt Anderson, Jacopo Veneziani
Ospiti speciali: Victor R. Baker, Mikael Attal, Magnus Tumi Gudmundsson, Carlo Tansi, Larry Smith, James Lawrence, Jenny Collier, Erasmo D'Angelis, Mauro Grassi, Fhil Gibbard
Ospiti speciali: Michio Kaku, Piergiorgio Odifreddi, Jacopo Veneziani, Tom Mcnichol, Paul Israel, W. Bernard Carlson, Roberto Manfredini
Ospiti speciali: Daniel Raichvarg, Patrick Berche, Giuseppe Remuzzi, Giovanni Sebastiani, Massimo Polidoro, Annick Perrot, Stefan Kaufmann, Wolfgang Mönkemeyer, Reinhard Burger, Patrice Debré
Ospiti speciali: Marco Landi
Ospiti speciali: Martino Nicoletti, Guido Tonelli, Cristoforo Gorno
Ospiti speciali: Janet Browne, Sandra Hebert, Peter Bowler, Enrico Alleva, Emil Silvestru, Rob Carter, Cornelius Hunter, Bryan Milstead, Matti Leisola, Marco Aime
Ospiti speciali: Yann Arthus-Bertrand, Severn Suzuki
Ospiti speciali: Raffaella Miravalle, Bruno Bassano, Giampiero Sammuri, Marco di Fonzo, Renato Sciunnah, Giorgio Borrelli
Ospiti speciali: Dario Fabbi
Ospiti: Serafino Ubezio, Ilaria Ercolani, Giorgio Franzoni
Ospiti: Sergio Gómez, David Carballo, Rebecca Storey, Rafael Pastrana Cruz, Nikolai Grube, Guido Barbujani
Ospiti: Nate Smith, Chris Sidor, Roger Smith, William Hammer, Peter Makovicky, Flavio Bacchia, Kristina Curry Rogers, Anthony J. Martin, Patricia Ryberg, Cristiano Dal Sasso, Marcus Richards
Ospiti: Giorgio Manzi, Svante Pääbo, Juan Luis Arsuaga
Ospiti: Cady Coleman, Hakeem Oluseyi, Harrison Schmitt, Stefan Hölzl, Steffen Jorgensen, Kirk Johnson, Diego Pol, Anjali Goswami
Ospiti: Saverio D'Ottavi, Cacique Juarez, Beto Veríssimo, Grazia Pagnotta, Maria Luiza De Souza, Maria Augusta Assirati, José Galizia Tundisi, Stefano Mancuso, Roseni Saw, Rafael Rossima, Daniel Azeredo, Antonio Pennacchi, Eduardo Viveiros de Castro, Agamenon Menezes, Chico Catitu, Ageu Lobo, Fernanda Moreira, Rillete Akya, Lucyann Saw, Givanildo Dos Santos, Fabio Cianca, Massimo Carras
Ospiti: Bryan Walsh, Christopher Jackson, Alexa Van Eaton, Clive Oppenheimer, Keith Runholh, Madison Myers, Mike Voorhies, Winsome Eu, Micheal O'Connell, Freysteinn Sigmunddsson, Robert Mulvaney, Amy Gray Jones, Thorvaldur Thordasson, Eric Moody, Matthew Watson, Pedro Hernández, Lucia Annunziata, Diana Quesada, Haydy Di Bella, Juliet J. Biggs, Mike Poland
Ospiti: Karl-Heinz Leven, Mathieu Da Vinha, Enrico Alleva, Lina Zeldovich, Klaus Vogel
Ospiti: Franco Farinelli, Lucio Russo, Michio Kaku, Stefano Mancuso, Greig Benjamin, Evan Fraser
Ospiti: Francesco Utano, Christopher Jackson, Halldór Geirsson, José Barros Da Rocha, Marcelo Alves, George Noronha, Ramon Llaneza, Charlie Bristow, Heidi Sevestre, Claire Paris-Limouzy, Lola Fatoyinbo, Fernanda Drumond, Mark Williams, Dave Powell, Alex Robinson Alyssa Adler, Holly Beck
Ospiti: Alina Yeo, Schirin Taraz Brienholt, Stephen Cairns, Wong Heang Fine, Heng Che Kiang, , Christoph Hoelscher, Panos Mavros, Elkhllioui Abdellatif, Thomas Schroepfer, Tanvi Maheshwari, Micheal Joos, Winston Chow, Heiko Aydt, George Loh, Jason Pomeroy, Wang Chien Ming, Lim Seng
È il mattino del 26 dicembre del 2004 quando, alle 7.58, al largo dell'isola di Sumatra, un terremoto di magnitudo 9,3 si scatena causando uno tsunami che sconvolge l'Oceano Indiano. Il bilancio è terribile: circa 230 mila vittime, di cui 40 italiane, migliaia di dispersi, milioni di sfollati, 10 miliardi di dollari di danni. L'evento naturale che ha fatto il maggior numero di morti nell'ultimo secolo della storia dell'umanità. A vent'anni di distanza Mario Tozzi torna nei luoghi del disastro per indagare le cause del fenomeno ma soprattutto perché la maggior parte delle vittime furono fra turisti e abitanti delle coste e non fra le popolazioni aborigene? La tecnologia può aiutare a prevenire gli effetti degli tsunami? E come proteggersi? A vent'anni di distanza sono ancora impresse nella memoria le immagini della fuga concitata dall'onda catastrofica che travolge tutto e a ricordarci quei momenti sono le testimonianze drammatiche dei sopravvissuti.
Perché Copernico ha fatto la rivoluzione? Ci sono altre forme di vita intelligente? Noi Sapiens siamo davvero speciali oppure no? Mario Tozzi ripercorre la storia l'astronomo polacco che, con la sua geniale intuizione, ha scardinato ogni convinzione sulla centralità dell'uomo: una vittoria dei numeri e della scienza ma una sconfitta per l'umanità intera, orfana di un cosmo creato intorno a lei. Un viaggio che parte da Padova, dove Copernico compì parte dei suoi studi. In particolare, visità la Cappella degli Scrovegni, dove Giotto ha rappresentato il cielo Stellato nella concezione pre-copernicana, e l'Osservatorio Astronomico di Asiago, dal quale, osservando la volta celeste per come è conosciuta oggi.
La scrittura è una delle più grandi invenzioni dei Sapiens che sanno raccontare storie e astrarre i significati e hanno bisogno di affidare i propri pensieri alla scrittura per renderli immortali. Da dove viene la scrittura e perché solo i Sapiens scrivono? Scrittura e lingua sono due facce della stessa medaglia? E quali saranno le scritture del futuro? Il viaggio di Mario Tozzi a ritroso nel tempo per raccontarne la storia. Si parte da Creta, un'isola cruciale perché qui sono nate ben tre delle circa dodici scritture del mondo ancora non completamente decifrate. E ancora, i geroglifici introdotti dagli Egizi che restano per 3500 anni l'unica forma di scrittura nella Valle del Nilo. Oggi sono 7000 le lingue parlate, ma il 40% è a rischio estinzione. Alcune lingue, come l'inglese e il cinese sono diventate dominanti. Resta da chiedersi quali saranno le scritture del futuro.
Lupi e orsi hanno vissuto una storia simile: temuti, perseguitati per secoli e quasi spinti all'estinzione dall'uomo. Per molto tempo visti come creature malvagie, soprattutto a causa di credenze religiose e racconti popolari, sono stati cacciati e allontanati dal loro habitat naturale. Solo in tempi recenti, grazie a progetti di tutela, queste due specie hanno iniziato a ripopolare i boschi italiani, anche se la convivenza con l'uomo resta difficile. In questa puntata, Mario Tozzi esplora il legame profondo tra l'uomo e la natura selvaggia, cercando di capire da dove nasce la paura, e spesso l'odio, per animali come l'orso e il lupo. Una riflessione su come l'umanità abbia faticato, e fatichi ancora, ad accettare che esista una vita libera e selvatica al di fuori di sé.
Il 1° novembre 1755 Lisbona trema. Onde sismiche per dieci lunghissimi minuti di 8.5 gradi della scala Richter si abbattono sulla capitale portoghese. Nei vicoli e nelle chiese della città si accalcano gli abitanti che festeggiano la festività di Ognissanti. Il terremoto causa danni in un'area di 800mila km² e viene avvertito anche in Italia e fino alla Scandinavia. Perché il terremoto di Lisbona è stato anche un terremoto del pensiero? Che cosa insegna ancora il terremoto di Lisbona del 1755? I terremoti influenzano la storia dei Sapiens?
Il Vesuvio dorme, ma è considerato uno dei vulcani più a rischio del pianeta. L'ultima eruzione risale ormai a 81 anni fa. Era il 1944 e le truppe alleate erano da poco sbarcate in Italia. Un'eruzione ben documentata che, pur considerata modesta, ha sprigionato 21 milioni di metri cubi di lava, ha distrutto numerosi centri abitati e ha prodotto ceneri che sono arrivate fino in Albania. Mario Tozzi ripercorrere la storia di uno dei vulcani più monitorati del mondo. Nella zona rossa del Vesuvio vivono circa 700mila persone, mentre in quella vicina dei Campi Flegrei 500mila, 800mila se si allarga lo sguardo anche alla zona gialla. I Campi Flegrei con i loro frequenti terremoti e altri vulcani italiani attivi ricordano che l'Italia è un territorio vulcanico a rischio elevatissimo, un rischio che dovrebbe essere mitigato non solo con attività di studio, all'avanguardia nel Paese, ma anche con una maggiore consapevolezza culturale.
L'Impero Romano è caduto per i barbari o per le malattie e i cambiamenti climatici? Il clima è sempre cambiato sulla Terra e perché? La crisi climatica di oggi è accelerata, anomala rispetto a quelle del passato, globale e dipende dai sapiens: come abbiamo fatto a cambiare il clima? Uno dei fattori che più influenza il cambiamento climatico è l'anidride carbonica generata dalle attività industriali. Un gas che solo i Sapiens sanno immettere in atmosfera in quantità aggiuntive così ingenti dissotterrando i combustibili fossili e poi bruciandoli. I grandi cambiamenti climatici del passato sono avvenuti in tempi lunghissimi. Quello in corso, al contrario, si sta verificando su una scala temporale enormemente più breve e, altra novità rispetto al passato, dipende dai Sapiens che però non si limitano a provocare il cambiamento climatico: ne sono anche vittime.
L'Amazzonia, principale polmone verde della Terra, soffoca sotto il peso di deforestazione, allevamenti intensivi, miniere e sfruttamento di risorse. Ogni anno scompaiono migliaia di chilometri quadrati di foresta, spingendo l'intero ecosistema verso il punto di non ritorno. Gli indios, ultimi veri custodi di questo patrimonio, resistono da secoli a invasioni, violenze e capitalismo predatorio, mantenendo un rapporto di equilibrio con natura ed ecosistemi.
Le faglie, fratture profonde della crosta terrestre, sono responsabili dei terremoti che scuotono il pianeta. Ogni anno, in Italia, si registrano quasi 17mila scosse: due ogni ora, 46 al giorno. Nel mondo, tra maremoti e fenomeni sismici collegati, perdono la vita quasi 15mila persone. Dalla faglia di San Andreas, lunga 1300 chilometri e temuta per il possibile "Big One", ai terremoti più devastanti di Turchia, Messico e Giappone, la geologia racconta una storia di energia incontenibile e distruzione. In Italia, faglie più piccole ma altrettanto pericolose hanno causato tragedie come quella di Amatrice nel 2016, dove in poche ore persero la vita oltre 300 persone. Un viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca delle faglie più attive del mondo.
I sapiens sono gli unici animali capaci di ridurre in schiavitù i propri simili. Una pratica antichissima, che ha segnato la storia delle civiltà e lasciato ferite ancora visibili. Dalla Mesopotamia di quattromila anni fa al mondo greco e romano, dall'Africa subsahariana fino alle Americhe, la schiavitù ha accompagnato lo sviluppo umano per millenni. In Brasile, dove l'istituto schiavista è durato più a lungo che altrove – abolito solo nel 1888 – arrivò quasi la metà dei 12 milioni di africani deportati verso le piantagioni del Nuovo Mondo. Nessun Paese americano ne accolse di più. Un legame intimo e profondo unisce ancora oggi il Brasile all'Africa: un filo che attraversa l'Atlantico e affonda le radici nel tempo della Pangea, quando i due continenti erano uniti.
Nel nuovo appuntamento Mario Tozzi ci porta nel cuore dell'Amazzonia, a Manaus, città simbolo dell'assalto dei Sapiens al pianeta. Un tempo prospera grazie al commercio della gomma, oggi è un grande polo industriale che genera miliardi di dollari ma al prezzo di deforestazione, inquinamento e disuguaglianze sociali estreme. Da qui parte il viaggio per capire come siamo diventati i predatori delle risorse naturali e di noi stessi. Nella giungla amazzonica, Tozzi incontra Guy, capo della comunità indigena Cipià, custode di un equilibrio antichissimo con l'ambiente: un modo diverso di essere Sapiens, fondato sul rispetto e non sull'accumulo.
Le montagne, sentinelle del clima, stanno cambiando sotto la pressione del riscaldamento globale e dell'eccessiva presenza umana. I ghiacciai si ritirano, il permafrost si scioglie e la neve naturale scompare, sostituita da quella artificiale: quanto ancora potrà resistere l'equilibrio fragile dell'alta quota? Mario Tozzi ci porta sulle vette più simboliche — dalla Marmolada al Monte Bianco, dal Gran Sasso alle Alpi europee — per raccontare la crisi silenziosa di un ecosistema che si sta spegnendo. In Italia, metà delle località sciistiche si trova sotto i 1300 metri, dove ormai non nevica quasi più: il futuro dello sci e delle comunità di montagna è a rischio. Un viaggio per capire come la crisi climatica stia trasformando la montagna in un laboratorio del cambiamento globale e cosa significhi, oggi, continuare a viverla e a sfruttarla.
Perché i Sapiens si nutrono di spiritualità? Mario Tozzi esplora il bisogno umano di credere nei riti, nei fantasmi e negli amuleti, in un viaggio tra Bahia, Bangkok e Matera. Dalle divinità sincretiche del Candomblé agli spiriti thailandesi fino alla festa della Madonna della Bruna, un percorso attraverso culture diverse unite dallo stesso impulso: dare senso all'invisibile. Grazie all'uso dell'intelligenza artificiale, prendono vita miti, credenze e superstizioni che raccontano il lato più misterioso dell'umanità.
Mario Tozzi conduce un viaggio in Oman, un territorio dalla storia millenaria e dalla geologia unica al mondo, dove esplorare il paesaggio significa compiere un vero e proprio percorso "al centro della Terra". Tra deserti, montagne e coste, il racconto attraversa un Paese sospeso tra tradizione e modernità, ripreso poco prima della recente crisi internazionale nell'area. Dalle dune di Sharqiya Sands alle antiche rocce marine di Al Khaburah, fino ai siti in cui affiorano materiali provenienti dal mantello terrestre, l'Oman svela tracce di oceani scomparsi e di profondità normalmente irraggiungibili. Un itinerario scientifico e visivo che segue la struttura del pianeta, dalla crosta fino agli strati più interni.
È un bene che le città d'arte siano travolte dal turismo mordi e fuggi? Il sovraffollamento turistico migliora davvero la vita dei territori o finisce per degradarla? E ancora: il turismo "instagrammabile" è un modo autentico di conoscere i luoghi oppure li trasforma in semplici scenografie? Questi alcuni degli interrogativi su cui si concentrerà il secondo appuntamento con "Sapiens - Un solo Pianeta". Una puntata completamente girata on the road, tra Italia ed Egitto, per raccontare come il turismo di massa abbia cambiato il modo di viaggiare, i luoghi e perfino il rapporto tra i Sapiens e il pianeta. Per raccontare questa trasformazione, "Sapiens" è stato tra Roma e Napoli e soprattutto in Egitto, una delle mete turistiche più visitate del mondo, dove il turismo rappresenta l'8,5% dell'economia nazionale e dove nacque il primo viaggio internazionale organizzato della storia, ideato dall'inglese Thomas Cook.
È vero che nelle grotte gli antichi Sapiens si mettevano in contatto con l'Aldilà? Perché le grotte sono archivi geologici che parlano della storia della Terra? Che cosa raccontano le grotte sull'evoluzione dei Sapiens? Come funziona il carsismo e come si formano le stalattiti e le stalagmiti? Quale mistero si nasconde dietro il misterioso uomo di Altamura? Quante probabilità di salvarsi ci sono se si rimane intrappolati in una grotta? Mario Tozzi accompagna il pubblico in un viaggio nel mondo delle grotte, tra scienza, archeologia e mistero. Dalle cavità del Cilento alla grotta di Altamura, fino alle pitture rupestri di Chauvet e della Grotta dei Cervi, il racconto esplora il carsismo, la formazione di stalattiti e stalagmiti e il legame tra i Sapiens e il mondo sotterraneo. Un percorso tra storia della Terra, evoluzione umana e tracce delle prime civiltà.
Mario Tozzi ripercorre l'avventura dei Sapiens attraverso la scoperta e la lavorazione dei metalli, dal rame al bronzo fino al ferro, elemento che ha cambiato la storia dell'umanità. Un viaggio tra archeologia, geologia e industria nei luoghi simbolo della metallurgia italiana, dall'isola d'Elba a Populonia e Piombino, per raccontare il ruolo centrale degli Etruschi nella lavorazione del ferro. Dalle origini cosmiche di questo metallo fino alla moderna produzione dell'acciaio, il racconto mostra come il ferro abbia contribuito allo sviluppo delle civiltà, ma anche alle guerre e all'inquinamento che ancora oggi segnano il pianeta.
Mario Tozzi ripercorre la storia delle grandi opere create dai Sapiens nel tentativo di sfidare il tempo e consegnarsi all'eternità. Dall'Egitto di Ramses II e dei templi di Abu Simbel alla diga di Assuan, fino al canale di Panama, il racconto attraversa imprese monumentali che hanno cambiato il volto del pianeta. Un viaggio tra ingegno, potere e ambizione, ma anche tra le conseguenze ambientali e sociali di opere che spesso hanno trasformato profondamente territori ed equilibri naturali. Dalla tragedia del Vajont al crollo del ponte Morandi, una riflessione sul rapporto tra uomo, progresso e natura.