"Non ci sono risposte". Con queste parole nel 2004 - a sei anni dall’ultimo omicidio e dal suo arresto - Donato Bilancia, uno dei più famosi serial killer italiani, ammette davanti alle telecamere di Domenica In di non avere alcuna spiegazione alla sua smania di uccidere.
Interrogato dal sostituto procuratore Enrico Zucca, Donato Bilancia confessa le proprie colpe senza girarci troppo attorno. Diciassette vittime, soprannomi come il “killer del treno” o “ il mostro della Liguria”. Al di là dei soprannomi facili, nulla di inspiegabile, nulla di paranormale, nulla di apparentemente logico.
Fritz Haarmann, passato alla storia come il "lupo mannaro di Hannover" è uno dei serial killer più prolifici della Germania del Novecento. Il padre lo odia e vive una gioventù costellata da fallimenti. Le prime visite al carcere minorile si trasformano in crimini ben più gravi, ben più cruenti. E decine di avvisi di ragazzi scomparsi appaiono sui giornali.
Fritz Haarmann ha trovato il suo posto nel mondo tra i binari stazione di Hannover, dove vivono criminali, contrabbandieri e senzatetto. Vive una doppia vita: quella dell'Agente Haarmann, informatore della polizia, e quella del cordiale Fritz di quartiere, con della carne e dei vestiti da dare a chi ne ha più bisogno. Ma Fritz Haarmann ha un segreto che viene presto a galla, assieme ai tantissimi resti umani ritrovati nel fiume Leine.
Londra, 1888. Tra le strade malfamate dell’East End due prostitute vengono ritrovate senza vita, barbaramente trucidate. Le violente modalità degli omicidi sono talmente simili da essere ricondotte alla stessa mano: nel quartiere di Whitechapel, tra vicoli, stalle e miserie, si muove nell’ombra un assassino senza scrupoli. Il presunto killer spedisce diverse lettere alle autorità e alla stampa; in una di queste si firma con un nome che entra nella leggenda: Jack Lo Squartatore.
“Dear Boss, amo il mio lavoro e non vedo l’ora di ricominciare.” Jack Lo Squartatore mantiene la promessa e torna a uccidere: sono altre tre le prostitute residenti nell’East End e massacrate dal killer. Mentre si tenta una profilazione del killer lontana dalle tecniche attualmente in uso, si accumulano teorie e fantasie, portando Jack Lo Squartatore ad assurgere a simbolo del Male. Un brand del crimine che, però, distoglie l’attenzione dal dramma reale: l’uccisione di cinque donne innocenti, dimenticate e marginalizzate…
Pedro Alonso López, tristemente noto come “il Mostro delle Ande”, è uno dei serial killer più sanguinari del Sud America del Novecento. Nasce nella Colombia segnata dalla Violencia, cresce tra la brutalità della madre, il vagabondaggio e gli abusi. La sua prima volta in carcere è per furto d’auto. I suoi primi omicidi per vendetta. Poi arriva in Perù, dove le sue azioni criminali assumono forme diverse...
Ormai la routine di Pedro Alonso López è ben consolidata. Sa come scegliere e attirare le sue “bambole”. Bambine di origine Indios, in condizioni di povertà, che la polizia non si preoccupa troppo di cercare. Ad Ayacucho, Perù, viene quasi fermato. Ma la sua prolifica “missione” prosegue in Ecuador...
Madame LaLaurie è considerata una delle prime serial-killer americane, nota per le terribili torture inflitte ai suoi schiavi. Nasce e cresce nella New Orleans schiavista di inizio ‘800, tra le piantagioni di famiglia lungo il Mississippi. All’età di 38 anni è una ricca e affascinante dama dell’alta società, vedova due volte. È solo più tardi, però, che la sua personalità sadica prenderà il sopravvento, nella villa oggi conosciuta come “la casa più stregata d’America”.
Voci e sospetti iniziano a circolare sul conto di Madame LaLaurie dopo il suo terzo matrimonio con il giovane dottor Leonard. Ma il macabro passatempo che la donna custodisce in soffitta rimane segreto fino all’incendio che porterà alla luce i suoi crimini, mentre la villa al 1140 di Royal Street fa da sfondo ai più sfavillanti party dell’élite di New Orleans.
Il male non ha bisogno di presentazioni quando prende il nome di Adolf Hitler. In questo episodio ripercorriamo la sua storia dagli inizi: gli anni giovanili a Vienna, il rifiuto all'Accademia di Belle Arti, la visione del mondo fondata sull’odio razziale. Poi, la Prima Guerra Mondiale e il mito della “nazione pugnalata alle spalle”, fino al Mein Kampf, il manuale d’odio che getta le basi del futuro Terzo Reich...
L'omicidio non è più un atto individuale, ma una pratica di Stato. Con la Notte dei lunghi coltelli, nel 1934, Hitler trasforma la violenza privata in legge. Subito dopo, le Leggi di Norimberga privano gli ebrei della cittadinanza e dei diritti. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale il progetto criminale si radicalizza: la “guerra totale” diventa un’opportunità organizzativa per ghettizzare e sterminare. Intanto, Hitler è sempre più paranoico, ma convinto della sua missione…
Ottobre 1982. Beverley Washington è una sex worker che viene aggredita nella notte di Chicago. Il brutale attacco che le costa la mutilazione di un seno è uno dei tanti che, nelle notti della metropoli, provocano terrore e sgomento nelle giovani donne della zona. Sullo sfondo, apparentemente estraneo a tutto questo, si staglia il destino di Robin Gecht, un falegname che ha una moglie, tre amici un po’ bizzarri, e un’insana fascinazione per l’occultismo…
Le vittime degli squartatori di Chicago sono sempre di più. La città è assalita dalla violenza e dalla paranoia: nessuna donna è insicura. La testimonianza di Beverley Washington, però, si rivela cruciale: la sua memoria conduce le indagini a concentrarsi su Robin Gecht, sui suoi tre compagni di bagordi, sull’occultismo, e su una mansarda del macabro in cui può avvenire di tutto…
22 luglio 2011: un boato squarcia il Regjeringskvartalet di Oslo, poi un uomo in uniforme finta prende il traghetto per Utøya. La cronaca in presa diretta del pomeriggio più lungo della storia recente della Norvegia è drammatica: le sirene, il fruscio delle foglie, l'acqua gelida del fiordo, l'inganno, la strage e infine la fuga. Questa nuova puntata di Demoni racconta il profilo di Anders Breivik, l'assassino di Utoya, ma anche il contesto che l'ha "prodotto": forum anti-jihad, Eurabia, alt-right. Ecco come un racconto d’odio diventa drammaticamente azione.
16 aprile 2012: Breivik entra in aula, fa il saluto della destra radicale e afferma: "Non riconosco l’autorità di questo tribunale". Nel frattempo, prende forma il dilemma morale del suo avvocato Geir Lippestad, tra perizie discordanti e una condanna destinata a far discutere. La voce di Francesco Migliaccio ci porta fino alla richiesta di libertà del 2022 e agli emuli (Christchurch, El Paso, Halle), ponendoci una domanda: chi ha armato davvero Breivik e perché quelle idee circolano ancora, oggi, con una forza sempre maggiore?
Ted Bundy, alle prese con patemi sentimentali e una carriera politica in ascesa, è un ragazzo nato negli anni Quaranta e cresciuto nello stato di Washington. Ignaro delle sue origini biologiche, detesta suo padre, troppo povero, e cerca di fare uno scatto sociale importante, a metà tra inclinazioni sbruffone e contraddittorie timidezze. Negli anni ‘70, intanto, alcune ragazze che frequentano le università dello Stato iniziano misteriosamente a sparire…
Ted Bundy è chiamato alla resa dei conti. Tra evasioni spettacolari, arresti e confessioni, si delinea il profilo di uno dei serial killer più raccontati di sempre, e il profilo - altrettanto importante - delle decine di vittime che lascia dietro di sé.
Monique Olivier, dopo un matrimonio fallito, avvia una corrispondenza epistolare con Michel Fourniret, un detenuto. L’uomo è in carcere per reati sessuali, nello specifico aggressioni su minori; tra i due nasce uno scambio fitto, di lettere appassionate in cui Fourniret, dai natali difficili, ammette di essere ossessionato dalla caccia a giovani vergini da “deflorare”, arrivando a proporre alla donna un singolare e violentissimo patto…
La furia omicida di Michel Fourniret, abbinata alla connivenza di Monique Olivier, semina il panico tra Francia e Belgio. Sarà solo nel 2003 che Fourniret sarà arrestato; a inchiodarlo definitivamente saranno proprio le confessioni di Monique Oliver, che ammetterà di aver preso parte a diversi degli omicidi di natura spesso sessuale commessi dal marito…