Nella prima puntata Paolo Poli introduce l'opera di Alexandre Dumas, I tre moschettieri, un classico senza tempo tra i più rappresentativi esempi di romanzo cappa e spada. La fortuna del libro, soprattutto tra i ragazzi, è dovuta in larga parte dal connubio di intrighi e colpi di scena, umorismo e azione, in una cornice affascinante come quella della corte di Luigi XIII. Milena Vukotic, D'Artagnan, si reca a Parigi in cerca di avventura e duelli; Poli interpreta Milady, personaggio ambiguo che segnerà il destino dei protagonisti.
D'Artagnan si dà appuntamento con Athos: vuole diventare anche lui moschettiere e dimostrare il suo coraggio sfidando l'uomo a duello. Una volta giunti anche i compagni di Athos, Porthos e Aramis, sta per iniziare il combattimento, ma le guardie del cardinale – nemiche giurate dei moschettieri - irrompono sulla scena e gli equilibri cambiano repentinamente.
La regina Anna d'Austria è una donna sola e circondata da malevolenze e intrighi. Il re la ignora, il cardinale Richelieu la corteggia, ma lei è innamorata segretamente del duca di Buckingham che, grazie all'aiuto di Costanza, riesce ad intrufolarsi a palazzo per passare un po' di tempo con la sua amata. La regina, prima che il lord parta per l'Inghilterra, gli fa dono di 12 puntali di diamanti che appartenevano alla famiglia reale francese.
Il cardinale scopre il regalo della regina al duca di Buckingham e ordisce un tranello: chiede alla perfida Milady di giungere alla corte inglese e di rubare due puntali, così quando il re chiederà alla regina di sfoggiare il cimelio di famiglia ad una festa, ella verrà smascherata nella sua relazione adultera. I tre moschettieri e il cadetto D'Artagnan cercano di sventare l'odioso piano.
L'introduzione di Paolo Poli regala uno spaccato di vita di corte dell'epoca, in particolare il momento dei balli. Erano delle serate curate nei minimi dettagli in cui il Re componeva le musiche, a volte danzava e decideva quali artisti dovessero esibirsi durante la festa. Nessuno poteva prendervi parte senza un titolo e senza abiti perfettamente adeguati all'invito. Talvolta, racconta Poli, al sovrano piaceva prendere parte alle feste di carnevale della borghesia che avevano un tono più godereccio e meno formale dei balli a corte.
In questo episodio emergono ancora di più i diversi caratteri che Dumas ha disegnato per i moschettieri. Porthos, ad esempio, è lo spadaccino tipo: goloso, spaccone, vanitoso, corpulento e sempre allegro, il suo personaggio si rifà alla figura del padre dell'autore. Con lui si capisce che l'amore dei soldi, più che l'amore di patria, era la reale motivazione che portava i giovani ad arruolarsi. Porthos, interpretato da Marco Messeri, deve nascondere ai suoi amici di essere stato battuto e ferito dalle guardie del cardinale, nemiche giurate dei moschettieri del Re.
Il cardinale Richelieu convince il Re a firmare un atto di guerra e il sovrano, eccitato dall'imminente battaglia, chiede finalmente alla consorte di dormire con lui. La regina si aspetta una notte appassionata, invece il Re le legge una storia. D'Artagnan nel frattempo rivolge i suoi pensieri a Costanza, ancella della regina.
Athos tra i moschettieri è quello dal carattere misterioso e tormentato, i suoi silenzi e la sua perenne malinconia sono infatti frutto di una delusione amorosa di gioventù che ha segnato la sua intera esistenza. L'episodio inizia con Athos ubriaco che cerca di lenire le pene del suo cuore, mentre D'Artagnan lo raggiunge per farsi aiutare: il cardinale è infuriato con Costanza per la faccenda dei puntali di diamanti e teme che le possa succedere qualcosa.
Il cardinale impone a Milady di sedurre D'Artagnan così da carpire i piani dei moschettieri. La nobildonna scrive una lettera al moschettiere in cui dichiara il suo (finto) amore e lo invita nelle sue stanze. Durante il loro incontro per sbaglio casca una spallina dell'abito della donna e D'Artagnan vede tatuato sulla sua spalla un giglio, simbolo con cui venivano marcati i ladri e le prostitute una volta condannati. Milady, sconvolta per essere stata smascherata, prova ad uccidere il cavaliere che, fortunatamente, riesce a scappare.
Costanza, la confidente della regina, è stata rapita dagli emissari del cardinale e nel frattempo imperversa la guerra dei francesi contro gli inglesi. La sovrana chiede a Richelieu come segno della sua devozione di rilasciare la sua ancella, mentre i moschettieri cercano di scoprire chi abbia inviato del vino avvelenato a D'Artagnan.
I moschettieri e D'Artagnan si recano alla fortezza di La Rochelle, teatro di scontri sanguinosi tra gli ugonotti supportati dal duca di Buckingham e i francesi fedeli al re. I cavalieri escono vittoriosi dagli scontri e il re si congratula con loro, mentre il cardinale è sempre più invidioso e trama altri piani subdoli alle loro spalle.
Milady viene spedita da Richelieu in Inghilterra con il compito di assassinare il duca, però i moschettieri scoprono il piano e la precedono avvertendo il nobile. La donna appena approdata in terra d'Albione viene arrestata. Milady però è astuta e riesce scoprire il punto debole del suo carceriere, il tenente Felton, e a raggirarlo per farsi liberare.